Firenze Ricorda: mostra fotografica di Leonardo Mincolelli

Ricordo Firenze non è soltanto una mostra fotografica: è un atto di ritorno. Un rientro silenzioso, fatto di luci trattenute e ombre che sanno di memoria, con cui Leonardo Mincolelli restituisce alla sua città uno sguardo maturato altrove ma rimasto intimamente fiorentino.
Dal 6 al 9 febbraio 2026, la Sala Ex Leopoldine di Piazza Torquato Tasso 7 accoglie questo racconto visivo in bianco e nero, con inaugurazione venerdì 6 febbraio alle ore 17.00.
La mostra, curata da Federica Bozzetti, rientra nella programmazione off del Festival Il Magnifico ed è realizzata con il patrocinio di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e Comune di Firenze.
Nato a Firenze nel 2002, nel rione di San Frediano, Mincolelli costruisce in Ricordo Firenze un atlante emotivo della città. Non la Firenze-cartolina, non quella da consumo rapido, ma una città filtrata dalla distanza, spogliata dei dettagli superflui e restituita nella sua ossatura essenziale.

Il bianco e nero diventa qui una scelta etica prima ancora che estetica: elimina il rumore, costringe lo sguardo a fermarsi, a leggere le superfici come si leggono i ricordi, per contrasti e lacune.
Le fotografie giocano con ampie porzioni di spazio negativo, silhouette appena accennate, architetture ridotte a segni di luce e ombra. Firenze appare come una città ricordata più che osservata, evocata più che descritta.
È una Firenze che talvolta pesa, nella solitudine della partenza, e altre volte consola, nel calore del ritorno. Il centro storico può diventare confusione visiva, quasi un brulichio astratto, mentre le grandi opere emergono come presenze immobili, capaci di attraversare il tempo e l’assenza.
Ogni scatto racconta un sentimento diverso: non c’è un percorso turistico, ma un itinerario interiore. Mincolelli fotografa ciò che resta quando si va via, e ciò che riaffiora quando si torna.

«L’obiettivo della mostra è offrire ai visitatori uno sguardo diverso sulla città in cui si trovano», spiega l’autore, «e ricordare ai suoi cittadini quanto siano fortunati a essere circondati ogni giorno da tanta bellezza, e quanto sia stato difficile per me lasciarla andare».

Una dichiarazione che suona come una lettera mai spedita, finalmente aperta. Il percorso artistico di Mincolelli nasce quasi per accumulo affettivo: macchine fotografiche recuperate in casa dei nonni, poi l’analogico scoperto durante gli studi in Germania, quindi la progressiva consapevolezza del mezzo. A Venezia avviene il passaggio decisivo verso la street photography, l’incontro con una comunità visiva più strutturata e l’esperienza con VenicePhotoLab, che lo porta a mostre collettive e personali.
Nel 2024 pubblica Venetian Perspectives (Snap Collective) e nel 2025 collabora alla guida Firenze curata da Ginevra Poli per Morellini.
Ricordo Firenze segna però un passaggio simbolico: è la prima personale nella sua città natale. E forse non poteva che essere così: una mostra che non urla, non seduce con effetti speciali, ma sussurra. Come fanno i luoghi amati quando li si è lasciati troppo presto. Firenze, in queste immagini, non posa. Ricorda. E chiede allo spettatore di fare lo stesso.
