Realtà aumentata e arte: il Maschio Angioino ospita la Giornata del Contemporaneo

Di Mario Conforto
Sabato 4 ottobre, dalle ore 11, il Maschio Angioino diventerà il cuore pulsante della ventunesima Giornata del Contemporaneo, l’iniziativa promossa dall’AMACI, rete che riunisce i principali musei italiani dedicati all’arte attuale. In questa cornice di straordinaria suggestione, la Fondazione Valenzi rinnova la propria partecipazione, proponendo un percorso che intreccia tecnologia immersiva e patrimonio culturale.
La mattinata si aprirà con un incontro che esplorerà come realtà virtuale, aumentata ed estesa possano modificare radicalmente le modalità di fruizione delle opere. Dopo i saluti istituzionali di Lucia Valenzi, prenderanno la parola Ambra Benvenuto, dottoranda in Visual and Media Studies, il docente dell’Accademia di Belle Arti Antonio Mastrogiacomo e la storica dell’arte Filomena Sardella. Un dialogo a più voci per comprendere come lo spazio digitale, lungi dal sostituire quello fisico, possa offrirgli nuove prospettive e modalità di percezione.
L’evento sarà anche l’occasione per presentare due mostre virtuali: una dedicata alla Collezione Valenzi, l’altra interamente incentrata sulla produzione pittorica di Maurizio Valenzi. Tra queste, si segnala «Da Guttuso a Matta: la Collezione Valenzi per Napoli», esposizione permanente curata da Olga Scotto di Vettimo, che da quest’anno assume anche una veste digitale. Grazie alla collaborazione con Ambra Benvenuto, la raccolta si arricchisce di un approccio narrativo e tecnologico capace di ripensare il rapporto tra corpo, spazio fisico e percezione visiva.
Dalle ore 13 fino alle 17 i visitatori potranno inoltre accedere alle visite guidate della collezione esposta nelle sale del Maschio Angioino, in un dialogo continuo fra la materialità delle opere e le nuove modalità di esperienza sensoriale offerte dal digitale.
La Fondazione Valenzi, fedele al proprio impegno nella diffusione dell’arte come bene comune, riafferma così la convinzione che il contemporaneo non sia solo questione di linguaggi artistici, ma anche di strumenti e visioni capaci di connettere tradizione e innovazione.
