PROCIDA (NA) SUM 2026
Di Mario Conforto

Per tre giorni l’isola di Procida si trasformerà in una cittadella internazionale della sostenibilità, accogliendo studiosi, imprese, istituzioni e centri di ricerca provenienti da 34 Paesi. Dal 20 al 22 maggio, tra gli spazi monumentali di Palazzo d’Avalos, Palazzo della Cultura e del Cenobio di Santa Margherita, andrà in scena il SUM 2026, il nono Simposio multidisciplinare dedicato all’economia circolare e all’urban mining, ormai considerato uno degli appuntamenti scientifici più autorevoli in Europa sul futuro delle materie prime e della gestione dei rifiuti.
Non sarà soltanto un congresso accademico. L’evento, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dalla Regione Campania, da ENEA e ISPRA, punta infatti a mettere in dialogo ricerca scientifica, industria e decisori pubblici in un momento storico segnato dall’emergenza climatica, dalla scarsità delle risorse strategiche e dalla crescente pressione geopolitica sui materiali critici indispensabili per batterie, microchip, pannelli fotovoltaici e tecnologie verdi.
Nel fitto programma del Simposio sono previste oltre 150 relazioni scientifiche, workshop e sessioni parallele internazionali, dedicate ai nodi più delicati della transizione ecologica: dal recupero dei metalli rari contenuti nei dispositivi elettronici fuori uso alle microplastiche disperse negli ecosistemi, fino ai PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni”, sempre più al centro del dibattito sanitario e ambientale. Un’attenzione particolare sarà rivolta anche alle batterie al litio e al fine vita dei pannelli fotovoltaici, settori destinati a diventare cruciali nei prossimi anni con l’espansione delle energie rinnovabili.
Ad aprire il confronto internazionale saranno figure di primo piano del panorama scientifico mondiale. Tra gli ospiti annunciati figurano Andrew Cunningham della Zoological Society of London, Leonidas Milios del Joint Research Centre della Commissione europea e il professor emerito Raffaello Cossu, tra i massimi studiosi internazionali nel campo della gestione dei rifiuti e responsabile scientifico del SUM.
La scelta di Procida non appare casuale. L’isola, già Capitale italiana della Cultura nel 2022, negli ultimi anni ha consolidato la propria immagine come laboratorio mediterraneo di innovazione ambientale e turismo sostenibile. Le architetture storiche di Terra Murata, il silenzio delle antiche fortezze e il paesaggio marino del Golfo di Napoli diventeranno così lo sfondo simbolico di una riflessione globale sul rapporto fra sviluppo industriale, tutela degli ecosistemi e salute pubblica.
Secondo gli organizzatori, il concetto stesso di economia circolare ha ormai superato la sola dimensione ecologica: oggi rappresenta anche una questione di sicurezza strategica e competitività economica. La crescente domanda mondiale di materie prime critiche, infatti, rischia di accentuare dipendenze industriali e tensioni internazionali, rendendo il recupero dei materiali dai rifiuti una priorità non più rinviabile. In questo scenario, l’urban mining — ovvero l’estrazione di risorse dai prodotti a fine vita — viene considerato uno dei cardini della nuova politica industriale europea.
Ampio spazio sarà dedicato anche all’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi di selezione, tracciabilità e recupero dei rifiuti. Le nuove tecnologie digitali, spiegano gli esperti, potranno accelerare i processi di riciclo e migliorare la qualità delle materie seconde, riducendo al tempo stesso i rischi sanitari legati ai contaminanti presenti nei materiali rigenerati.
Più che un semplice summit, il SUM 2026 si propone dunque come una piattaforma internazionale in cui scienza, politica e innovazione industriale cercano di costruire una risposta comune alle grandi fragilità ambientali del nostro tempo. E per tre giorni sarà proprio la piccola Procida, sospesa tra mare e memoria, a ospitare questo confronto globale sul futuro del pianeta.

