Piazza di Siena 2026
Nel cuore di Roma, tra i viali di Villa Borghese, si è chiuso uno degli eventi più iconici dello sport italiano, il concorso equestre internazionale di Piazza di Siena.

Piazza di Siena è qualcosa che va oltre lo storico concorso ippico, il CSIO di Roma, nell’edizione del centenario, è un caso studio riuscito di come sport, sostenibilità e valorizzazione urbana possano dialogare e, soprattutto, funzionare.
Un evento globale che parla italiano
Al di là della strepitosa vittoria di Piergiorgio Bucci, che riporta la coppa del Rolex Gran Prix all’Italia dopo otto anni, i numeri sono quelli delle grandi occasioni: 38 nazioni rappresentate e quasi duemila presenze tra cavalieri, amazzoni e staff. Un dato che conferma la dimensione internazionale dell’evento, ma che racconta anche un’altra storia. Piazza di Siena oggi è una piattaforma globale.
Dall’Europa agli Stati Uniti, fino a Paesi emergenti e ad aree strategiche come il Golfo, il Nord Africa e l’Asia: la mappa delle presenze disegna un evento capace di attrarre protagonisti dell’equitazione a livello mondiale, ma anche di creare un ecosistema internazionale fatto di professionisti, tecnici, accompagnatori. Ognuno di loro, per qualche giorno, diventa un ambasciatore di Roma.

L’indotto invisibile (ma concreto)
Quando si parla di grandi eventi, spesso il dibattito si concentra sui costi, ma Piazza di Siena dimostra il valore dell’altra faccia della medaglia. Secondo uno studio KPMG, l’edizione 2026 ha generato oltre 33 milioni di euro di indotto, con una crescita significativa rispetto all’anno precedente. Non si tratta di far quadrare i conti per la FISE e le istituzioni coinvolte, il concorso equestre più amato e seguito d’Italia richiama a Roma turisti, appassionati e professionisti del settore che prenotano alberghi, mangiano in ristoranti, utilizzano i trasporti, fanno shopping, apprezzano e ammirano la cultura e i monumenti che la capitale può offrire. Significa una città che, attraverso un evento, riesce a trasformare la presenza fisica in valore economico e reputazionale. Una forma evoluta di marketing territoriale, dove l’esperienza vale più di qualsiasi campagna promozionale.
Spettacolo ad alto livello, ma accessibile a tutti
C’è poi un elemento che rende Piazza di Siena un unicum nel panorama internazionale: è un grande spettacolo che regala emozioni ed è gratuito. E non è un dettaglio. Nel 2026 l’evento ha attirato 77.000 spettatori, con un incremento del 24% rispetto al 2025. Un pubblico trasversale: appassionati, famiglie, turisti, curiosi.
In un momento storico in cui molti eventi sportivi si chiudono in logiche esclusive, Piazza di Siena resta fedele a una visione opposta: apertura, accessibilità, inclusione. Un principio che, in modo curioso, affonda le radici nella stessa storia di Villa Borghese, concepita come spazio pubblico fin dalla sua origine.
Fontana dei Cavalli Marini – Foto Mezzelani GMT – Sport e Salute
Il vero protagonista: il parco
Se c’è un elemento che più di altri definisce l’identità di Piazza di Siena è il luogo. Villa Borghese non è una scenografia: è un’infrastruttura urbana viva, con le famiglie e gli amici che trascorrono il tempo libero sul prato, in allegria, i tanti jogger che fanno movimento all’aria aperta, i risciò che popolano i viali, il trenino turistico.
Ed è qui che entra in gioco uno dei passaggi più interessanti dell’evoluzione dell’evento: la trasformazione del parco in leva di sviluppo. Un’idea che richiama modelli internazionali come Central Park, evocato anche dall’ad di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris. Non soltanto bellezza, dunque, ma economia, attrattività, qualità della vita.

Foto di Ferdinando Mezzelani GMT
La svolta green
La vera novità però, è arrivata con il Green Project Piazza di Siena. Un progetto che negli ultimi anni ha rivoluzionato l’approccio all’evento, portando la sostenibilità da elemento accessorio a struttura portante. Tra gli interventi più significativi ricordiamo: il ritorno al manto erboso al posto della sabbia, la bioarchitettura a impatto zero, il recupero di spazi storici e monumentali, la
gestione continua del verde.
Il risultato è evidente: Piazza di Siena oggi rappresenta uno spazio fruibile tutto l’anno, anche quando il clamore delle gare di salto termina e i cavalli lasciano il campo, lasciando ai Romani e ai visitatori della capitale una legacy urbana che resta nel tempo.
Il restauro della Fontana dei Cavalli Marini
Quest’anno gli appassionati dell’evento hanno potuto ammirare la Fontana dei Cavalli Marini dopo il restauro conservativo. A commissionarla fu Marcantonio IV Borghese, figura centrale del mecenatismo romano nel Settecento, che si pose l’obiettivo di trasformare la villa voluta dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese in un vasto giardino rispondente ai canoni estetici più aggiornati dell’epoca.
Il progetto coinvolse più protagonisti. L’ideazione è attribuita a Cristoforo Unterperger, pittore originario del Tirolo, attivo a Roma e apprezzato anche da papa Pio VI, dove lavorò tanto per il Vaticano quanto per importanti committenze aristocratiche. A guidare concretamente la realizzazione fu invece Vincenzo Pacetti, scultore e restauratore vicino alla famiglia Borghese. Secondo una tradizione, il motivo dei cavalli marini deriverebbe da un cammeo antico donato allo stesso Pacetti dal principe. Alla definizione delle figure contribuirono anche Luigi Salimei e Antonio Isopi, mentre la struttura della vasca fu affidata a Giovanni Antonio Bertè.
La composizione si sviluppa all’interno di una conca circolare incassata nel terreno, dove emergono quattro cavalli marini, raffigurati in movimento con le zampe anteriori sollevate e il corpo che si trasforma in coda di pesce. Queste figure sostengono una seconda vasca, di dimensioni più ridotte, coronata da un elemento decorativo a doppio calice ornato da foglie d’acanto, da cui prendono forma i giochi d’acqua che completano l’insieme.
Sostenibilità come strategia (non come slogan)

Foto di Ferdinando Mezzelani GMT
Il lavoro della FISE va nella stessa direzione: costruire una strategia ambientale strutturata. L’intero sistema equestre si sta adeguando al modello di sostenibilità con interventi nei centri federali, tutela della biodiversità, collaborazioni con il WWF, formazione e turismo sostenibile. Il punto di partenza di questa rivoluzione green è stata Piazza di Siena, con il suo modello basato su un approccio che integra sport e ambiente e che posiziona l’equitazione italiana su un piano internazionale anche in termini di innovazione mette insieme: eccellenza nello sport, sostenibilità ambientale, valorizzazione del patrimonio, indotto economico, turismo e relazioni internazionali. Tutto questo senza perdere la sua identità, legata alla tradizione dell’equitazione italiana inaugurata dai fratelli D’Inzeo.
Il bilancio del primo centenario e lo sguardo verso il futuro
Il passaggio delle Frecce Tricolori, a chiusura del centenario, ha segnato simbolicamente questo momento di transizione.
Non un traguardo, ma un punto di partenza. Se il primo secolo è stato costruito sulla tradizione, il secondo sembra già orientato verso qualcosa di diverso: un’idea di evento che non si limita a una competizione sportiva, ma che trasforma il territorio in cui si svolge.
Appuntamento al prossimo anno con Piazza di Siena. Immagini in evidenza di Ferdinando Mezzelani GMT – Sport e Salute Leila Tavi e Denisa Kucik
