Napoli si accende di colori: torna il ‘Maggio dei Monumenti 2026’
Di Mario Conforto
Dal cuore pulsante di Napoli, tra vicoli intrisi di storia millenaria e scorci che riflettono secoli di stratificazioni culturali, prende forma la XXXII edizione del ‘Maggio dei Monumenti’, in programma dal 2 maggio al 2 giugno 2026. Non una semplice rassegna, ma un vero e proprio affresco corale che racconta la città attraverso i suoi linguaggi più vivi: arte, musica, teatro, cinema e ricerca.
Quest’anno il filo conduttore è racchiuso nel titolo evocativo «Ebbra di luce, folle di colori», un verso della grande scrittrice Matilde Serao che diventa chiave interpretativa di un percorso dedicato ai colori identitari di Napoli: il giallo, il rosso, il bianco e l’azzurro. Un itinerario simbolico che richiama i quattro elementi naturali esplorati nelle precedenti edizioni e restituisce una visione cromatica della città, sospesa tra memoria e contemporaneità.
L’iniziativa, promossa e finanziata dal Comune, si dispiega in oltre 200 appuntamenti distribuiti nelle dieci Municipalità, con più di 70 itinerari tematici e una rete capillare che coinvolge istituzioni, associazioni e università. Non è casuale: il Maggio dei Monumenti, nato negli anni Novanta, si è progressivamente trasformato in un modello di politica culturale diffusa, capace di connettere centro e periferie e di attivare una partecipazione ampia e radicata.
Fulcro dell’edizione 2026 è la cosiddetta “mostra diffusa”, intitolata Tinte forti, che invita cittadini e visitatori a rileggere il patrimonio urbano attraverso nuove prospettive: dai percorsi tra le ville di Posillipo alle cave di tufo del Vallone San Rocco, dal Rione Sanità al parco dei murales di Ponticelli. Un mosaico di esperienze che travalica la dimensione monumentale per abbracciare anche quella sociale e antropologica.
Accanto agli itinerari, prende corpo il programma Prismi, laboratorio interdisciplinare che attraversa poesia, filosofia, fotografia e scienza, dimostrando come il colore possa diventare categoria interpretativa del reale. Sul versante audiovisivo, spazio al cinema d’autore con un omaggio al regista Krzysztof Kieślowski e un workshop guidato da Michelangelo Frammartino rivolto alle nuove generazioni.
Ma è la musica a segnare il culmine emotivo della rassegna. Il 31 maggio, nella cornice della Rotonda Diaz, il pianista e compositore Stefano Bollani firmerà un concerto-omaggio alla città, accompagnato da Peppe Servillo, dalle Ebbanesis e da Daniele Sepe. Un evento che si preannuncia come sintesi artistica e simbolica dell’intero cartellone.
Nel corso degli anni, il Maggio dei Monumenti ha superato la dimensione di semplice calendario culturale per diventare una narrazione identitaria condivisa, capace di raccontare Napoli nella sua complessità. Anche nel 2026, la città non si limita a mostrarsi: si interpreta, si reinventa, si mette in scena.
E forse è proprio questa la cifra più autentica della manifestazione: non un evento che si consuma, ma un processo culturale che continua, in cui ogni strada, ogni pietra e ogni voce contribuiscono a comporre il grande racconto di Napoli, «ebbra di luce» e, più che mai, folle di colori.
