Napoli, oltre cinquecento spettatori per l'apertura di Al Faro Festival al Molo San Vincenzo
Di Mario Conforto
Il Faro del Molo San Vincenzo torna a illuminarsi di cultura e registra subito un’ampia partecipazione di pubblico. Dopo la presentazione ufficiale svoltasi nei giorni scorsi a Palazzo San Giacomo, la seconda edizione di Al Faro Festival ha preso il via con una serata inaugurale che ha richiamato oltre cinquecento spettatori, confermando il crescente interesse per una rassegna che, fino al 2 agosto, restituisce alla città uno dei suoi luoghi più suggestivi e simbolici attraverso un percorso dedicato al mare, alla memoria, alle migrazioni e all’identità mediterranea. Il progetto, ideato e diretto da Laura Valente nell’ambito di Napoli Millenaria, si inserisce nel cammino di avvicinamento all’America’s Cup 2027, proponendo produzioni originali concepite espressamente per il Faro del Molo San Vincenzo.

La manifestazione era stata illustrata il 23 luglio, nella Sala Giunta del Comune di Napoli, dal sindaco Gaetano Manfredi, dall’assessora al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato e dalla direttrice artistica Laura Valente, alla presenza dei rappresentanti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e della Marina Militare, partner istituzionali dell’iniziativa. In quell’occasione era stato presentato un cartellone che, attraverso teatro, musica, danza, arti visive e letteratura, intende raccontare il Mediterraneo come luogo di incontri, partenze, ritorni e speranza.
L’apertura del festival ha trasformato quelle intenzioni in un’esperienza condivisa. Accanto al sindaco Gaetano Manfredi e all’assessora Teresa Armato erano presenti, tra gli altri, l’assessore alla Cultura, agli Eventi e al Personale della Regione Campania Ninni Cutaia, l’assessore comunale alla Transizione Digitale e Smart City Valerio Di Pietro, l’europarlamentare Lucia Annunziata e il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt.

Nel suo intervento, il sindaco ha ribadito il valore simbolico del luogo.
«Il Faro è un luogo dell’anima per i napoletani: un luogo di partenze e di arrivi che restituisce il senso di una Napoli internazionale, capace di guardare oltre il proprio orizzonte senza perdere la propria identità. L’Argentina, il legame tra le nostre culture e il mito di Diego Armando Maradona raccontano una storia di passioni condivise che continua a unire i nostri popoli. Lo spettacolo intenso di Maurizio de Giovanni ha saputo raccontare come lo sport, la cultura e la memoria possano diventare un linguaggio universale capace di unire comunità lontane. Il nostro obiettivo è continuare ad aprire sempre di più il Molo San Vincenzo alla città, restituendo ai napoletani e ai tanti visitatori uno spazio straordinario che per troppo tempo è rimasto inaccessibile e che oggi, grazie alla cultura, torna a essere un luogo vivo e condiviso».
Per Teresa Armato, il mare continua a rappresentare il filo conduttore dell’intera rassegna.
«Siamo tra il Faro e la statua di San Gennaro, che sembra quasi voler accompagnare questa seconda edizione di Al Faro Festival. Il mare ha portato a Napoli civiltà, culture e anche dominazioni. Ma è lo stesso mare da cui sono partiti tanti napoletani verso terre lontane. Oggi, in un tempo segnato da guerre e migrazioni dolorose, continua a rappresentare anche una speranza. È questo il messaggio che il festival vuole consegnare alla città.»
Ad aprire il programma artistico è stato lo scrittore Maurizio De Giovanni con ‘El Mar De Dios’, uno spettacolo che ha intrecciato narrazione, musica e danza prendendo le mosse dal celebre “gol del secolo” di Diego Armando Maradona, evocando il legame storico e culturale tra Napoli e Buenos Aires.
«Noi non parliamo di un mare qualsiasi, ma del Mediterraneo. Un mare che dovrebbe essere un ponte, un luogo di incontro e di festa e che troppo spesso è diventato dolore e separazione. Dobbiamo restituirgli la sua natura di spazio di cultura, di accoglienza e di dialogo. Per me il mare è casa, è il passaporto di questa città.»
Sul palco, accanto allo scrittore, si sono esibiti la pianista Gloria Campaner, il bandoneonista Mario Stefano Pietrodarchi, il soprano Nadezhda Nersterova e i danzatori del Balletto di Roma, mentre l’artista Roxy in the Box ha firmato l’intervento visivo realizzando per il festival l’opera dedicata a Maradona e riproponendo, in una nuova veste, le immagini di San Gennaro e della Sirena, destinate ad accompagnare anche le successive serate della rassegna.

Ad accogliere il pubblico è stata inoltre l’installazione partecipativa di Ivan Tresoldi, poeta visivo e tra i pionieri della poesia di strada italiana. Attraverso un bosco di lettere cucite con fili rossi, l’opera invita cittadini e visitatori a lasciare una traccia del proprio passaggio, costruendo giorno dopo giorno una memoria collettiva fatta di parole, racconti e incontri.
Con questa seconda edizione, Al Faro Festival conferma la propria vocazione a coniugare valorizzazione del patrimonio, produzione culturale e riappropriazione degli spazi urbani, restituendo ai cittadini un luogo rimasto per lungo tempo inaccessibile e trasformandolo, per sei serate e un’alba, in un palcoscenico affacciato sul Mediterraneo. Un progetto che, nel percorso di Napoli Millenaria, utilizza il linguaggio delle arti per riaffermare il rapporto storico tra la città e il suo mare, proiettando lo sguardo verso le grandi sfide internazionali che attendono il capoluogo partenopeo.
