‘Napoli galleggiante’, la città si racconta attraverso il cinema: al via il progetto di public history
Di Mario Conforto
A Napoli, tra i quartieri di Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e Barra, prende avvio un percorso di riscoperta che intreccia passato e presente, immagini e territorio, comunità e ricerca: è il progetto “Napoli galleggiante”, iniziativa di public history promossa e cofinanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027, che punta a ricostruire la memoria cinematografica e audiovisiva della città attraverso archivi, testimonianze e partecipazione civica.
Il progetto nasce con l’obiettivo di mappare, ricostruire e restituire alla cittadinanza luoghi, sale cinematografiche, arene e spazi produttivi oggi scomparsi o modificati, facendo del patrimonio audiovisivo napoletano un bene condiviso e accessibile. Ideato e curato dalla produttrice audiovisiva e culturale Valeria Correale, “Napoli galleggiante” è realizzato da ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema, in collaborazione con Noi@Europe ETS, Terra di Confine, Sepofà, con il contributo di ABANA – Accademia di Belle Arti di Napoli e il patrocinio del DiARC dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Inserito tra i 55 progetti della Linea d’azione 2 del bando “Cultura Napoli 2026”, il programma si sviluppa come intervento diffuso su tutte le Municipalità cittadine fino al marzo 2027, nell’ambito di una strategia culturale che punta a coniugare innovazione, inclusione e valorizzazione territoriale. L’investimento complessivo previsto si attesta intorno ai 2 milioni di euro, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo degli operatori culturali e la diffusione di pratiche partecipative.
Al centro dell’iniziativa vi è una lettura non nostalgica del passato, ma un’analisi attiva dei luoghi del cinema napoletano: spazi esistiti, riconvertiti o ormai scomparsi, come le storiche sale ’O Perucchiello, il Sirio e il Maestoso, che costituiscono il punto di partenza per una ricognizione della memoria urbana. In questa prospettiva, il patrimonio cinematografico viene inteso come un elemento vivo, capace di incidere sulla dimensione sociale ed economica dei territori.
Un’attenzione particolare è rivolta alla possibile riapertura del Supercinema di San Giovanni a Teduccio, chiuso da oltre quarant’anni, che rappresenta uno dei nodi simbolici del progetto: attraverso il confronto con la cittadinanza, l’iniziativa intende interrogarsi sul ruolo che oggi una sala cinematografica può assumere come spazio di socialità e presidio culturale.
Il lavoro di ricerca si estende anche ad altri luoghi della memoria audiovisiva del territorio, tra cui il Galdieri, il Giocondo detto “Pataniello”, l’Aldebaran Arena, il Cinema Rosa e il Cinema Adele, ricostruendo una geografia diffusa della fruizione cinematografica popolare.
La metodologia del progetto si articola in cinque direttrici principali. La prima riguarda la ricerca d’archivio, con l’individuazione di materiali fotografici e filmici relativi alla città e alla sua storia audiovisiva. Segue la raccolta partecipata, che coinvolge direttamente cittadini, famiglie e associazioni attraverso la condivisione di documenti privati e testimonianze, anche tramite un questionario online.
A queste si affiancano i laboratori territoriali, che prevedono incontri pubblici presso la Biblioteca Grazia Deledda di Ponticelli e il Punto Lettura Pasquale Cozzolino di Barra, con appuntamenti fissati il 30 giugno, il 29 settembre e il 24 ottobre, dedicati rispettivamente all’impostazione metodologica, alla raccolta e alla catalogazione dei materiali.
Il progetto prevede inoltre la costruzione di una mappa digitale multimediale, che raccoglierà schede, immagini e testimonianze legate ai luoghi individuati, e infine una restituzione pubblica prevista per il 12 novembre al Cinema Teatro Pierrot di Ponticelli, dove saranno presentati i materiali audiovisivi raccolti.
Durante l’evento conclusivo verranno proiettate anche immagini storiche del Vesuvio realizzate tra il 1904 e il 1930, provenienti da archivi internazionali come GP Archives – Gaumont Pathé Archives e The University of South Carolina’s Moving Image Research Collections (MIRC). Una parte di tali materiali sarà digitalizzata per garantirne la conservazione e assicurare la trasmissione del patrimonio alle generazioni future.
