Napoli celebra il Comicon 2026, oltre 180mila presenze e un’estate nel segno del fumetto
Di Mario Conforto

Si è chiusa con numeri da record la XXVI edizione di Napoli Comicon, che ha trasformato la Mostra d’Oltremare in un crocevia pulsante di culture pop, linguaggi visivi e creatività diffusa. Per quattro giorni, nel cuore di Napoli, più di 180mila visitatori hanno attraversato padiglioni e spazi all’aperto, tra fumetti, videogiochi, cinema e animazione, dando vita a una manifestazione ormai stabilmente tra le più rilevanti d’Europa.
(Nella foto: Claudio Curcio, fondatore Comicon). L’edizione 2026 si è distinta per la densità della proposta: 520 espositori, 480 ospiti internazionali e una partecipazione trasversale, capace di unire generazioni diverse sotto il segno della narrazione disegnata. A colorare l’atmosfera, come da tradizione, le spettacolari interpretazioni dei cosplayer, veri protagonisti di una scena che coniuga passione e artigianato creativo.
Figura centrale di quest’anno è stato il Magister Leo Ortolani, autore di culto e creatore di Rat-Man, la cui presenza ha offerto momenti di riflessione e intrattenimento, confermando il suo ruolo di maestro dell’umorismo italiano contemporaneo. Il segno grafico dell’edizione è invece affidato all’illustratore francese Aurélien Predal, autore del poster ufficiale: un’immagine evocativa che sintetizza l’anima multiforme della rassegna.
Non si tratta, tuttavia, di una conclusione netta. Il Comicon prolunga infatti la propria traiettoria culturale grazie a una collaborazione con il Comune di Napoli: dal 27 maggio al 31 agosto, il Maschio Angioino ospiterà la mostra «Cattivi pensieri», dedicata al grande fumettista statunitense Robert Crumb, figura cardine dell’underground americano. Un’iniziativa che rafforza il legame tra la città e il fumetto d’autore, trasformando Napoli in un laboratorio permanente di immaginario visivo.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del festival, Claudio Curcio, che ha sottolineato la crescita costante della manifestazione, ormai capace di attrarre pubblico e professionisti da ogni parte del mondo. Un successo che non si misura soltanto nei numeri, ma nella capacità di costruire comunità culturale, stimolare l’industria creativa e valorizzare il territorio.
In un tempo in cui le narrazioni si moltiplicano e si ibridano, il Comicon si conferma così non soltanto evento, ma spazio di sintesi tra arti, linguaggi e visioni, destinato a lasciare un segno ben oltre i giorni della sua celebrazione.
