Napoli celebra i suoi 2500 anni: Lello Esposito firma ‘Parthenope’
Di Mario Conforto
Nel giorno in cui Napoli continua a raccontare i suoi 2500 anni di storia, tra memoria e visione, l’arte diventa linguaggio identitario e promessa. È accaduto oggi, nelle Scuderie di Palazzo Sansevero, dove Lello Esposito ha presentato al pubblico la sua nuova opera, ‘Parthenope’, una scultura concepita come omaggio profondo alle origini mitiche della città. Allo svelamento ha preso parte il sindaco Gaetano Manfredi, testimone di un momento che intreccia celebrazione civile, simbolismo artistico e prospettiva urbana.
Realizzata in alluminio, la scultura rilegge la figura della Sirena Parthenope, emblema fondativo di Napoli, fondendo mitologia, tradizione e segni di rinascita. Non una semplice citazione del passato, ma una reinterpretazione contemporanea capace di restituire alla città il senso della propria continuità storica: dalle origini greche fino al presente. L’opera si colloca così nel cuore del programma di iniziative per l’anniversario della fondazione, riaffermando valori che attraversano i secoli – accoglienza, vitalità, radicamento – e che continuano a definire l’identità partenopea.
Al termine della presentazione è stato letto il messaggio augurale del Cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia, inviato in occasione delle celebrazioni per il 2500° anniversario e per l’inaugurazione dell’opera. Nel pomeriggio, lo stesso Cardinale visiterà l’atelier dell’artista per ammirare da vicino la scultura, suggellando idealmente l’incontro tra dimensione spirituale e creazione artistica.
«Quest’opera rappresenta un contributo di straordinario valore estetico e simbolico – ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi – un segno tangibile che accoglierà chiunque giunga a Napoli, raccontando in modo immediato le nostre radici e la storia millenaria della città. Non potevamo immaginare una collocazione più significativa di Monte Echia: installare lì la Sirena di Esposito significa riportare Napoli alle sue origini per darle la forza di guardare oltre, confermando questo luogo come il cuore pulsante di una città che, da 2500 anni, continua a incantare il mondo».
Emozione e consapevolezza attraversano anche le parole di Lello Esposito, che lega l’opera a un lungo percorso umano e creativo: «Oggi ho finalmente svelato questa mia creazione, realizzata per il compleanno della mia città, alla quale ho dedicato quasi cinquant’anni del mio lavoro. La presenza del sindaco è stata per me motivo di grande commozione, soprattutto nel conoscere la volontà dell’Amministrazione di acquisire l’opera e destinarla stabilmente a Monte Echia. La Sirena ritorna là dove nacque 2500 anni fa».
Con ‘Parthenope’, Napoli non si limita a ricordare la propria origine: la riattraversa, la reinventa, la proietta nel tempo presente. L’arte diventa così strumento di racconto collettivo, capace di unire passato e futuro in un’unica, potente immagine.
