Museo di Capodimonte, riapre il tesoro della porcellana: oltre 1.500 opere nella nuova Galleria
Di Mario Conforto

Un patrimonio artistico che attraversa secoli di storia, gusto e maestria manifatturiera torna a mostrarsi al pubblico in una veste completamente rinnovata. Da giovedì 11 giugno 2026 il Museo e Real Bosco di Capodimonte apre ufficialmente la nuova Galleria delle Porcellane, un ampio progetto museale che restituisce alla fruizione uno dei più prestigiosi complessi ceramici d’Europa, custodito nel cuore della reggia voluta dai Borbone.
Il nuovo itinerario espositivo si sviluppa attraverso sedici ambienti e riunisce oltre 1.500 manufatti, selezionati da una raccolta che comprende circa settemila esemplari tra porcellane e terraglie. Si tratta di opere provenienti in larga misura dalle storiche collezioni della dinastia borbonica, testimonianza di una stagione culturale che fece di Napoli uno dei principali centri europei delle arti decorative.
L’allestimento, progettato dal designer Federico Forquet, conduce i visitatori lungo un percorso che intreccia produzione artistica, vita di corte e collezionismo. Accanto alle creazioni delle manifatture napoletane trovano spazio preziosi lavori provenienti da celebri centri europei come Meissen, Vienna e Sèvres, documentando il dialogo internazionale che caratterizzò il mondo della porcellana tra Settecento e Ottocento.
Ad accogliere il pubblico è ‘Beata Fragilità del Bosco Amato’, installazione contemporanea dell’artista Diego Cibelli, realizzata in porcellana biscuit e concepita appositamente per gli spazi della galleria. L’opera introduce il visitatore a un confronto ideale tra la memoria storica delle collezioni e la ricerca artistica contemporanea.
Tra i capolavori esposti emerge il celebre Servizio delle vedute del Regno, considerato il vertice assoluto della produzione della Real Fabbrica di Napoli. La raccolta comprende inoltre il raffinato Salottino di Porcellana realizzato per Maria Amalia di Sassonia, trasferito dalla Reggia di Portici, insieme alle opere di Filippo Tagliolini, protagonista della scultura in porcellana dell’età borbonica.
Particolare rilievo assume anche la sezione dedicata alle influenze esercitate dalle scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei. Le decorazioni, le forme e i soggetti ispirati all’antichità testimoniano infatti il profondo impatto che gli scavi vesuviani ebbero sulle arti figurative europee e sulla produzione delle manifatture reali.
La nuova galleria ripercorre inoltre la vicenda della Real Fabbrica di Capodimonte, fondata nel 1743 da Carlo di Borbone all’interno del Real Bosco. L’iniziativa rappresentò una delle più ambiziose imprese artistiche del Regno di Napoli e contribuì in maniera determinante alla diffusione della cultura della porcellana nel continente.
L’intervento di valorizzazione è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Museo e la Regione Campania, attraverso Scabec e campania>artecard. Per agevolare la visita è disponibile un’audioguida gratuita in italiano e in inglese, mentre l’accesso alla galleria è incluso nelle formule previste dal pass campania>artecard.
Con la riapertura della Galleria delle Porcellane, Capodimonte restituisce alla città e ai visitatori un capitolo fondamentale della propria storia, offrendo uno sguardo approfondito su un patrimonio che racconta l’eccellenza artistica, culturale e manifatturiera della Napoli borbonica.
