Un momento del Rito della luce ai piedi della Piramide
In quello straordinario angolo di Sicilia affacciato sui Nebrodi, dove il silenzio si fonde con il paesaggio e la contemplazione diventa esperienza collettiva, migliaia di persone hanno partecipato al Rito della Luce 2026, l’evento simbolo di Fiumara d’Arte ideato dal mecenate Antonio Presti. L’edizione di quest’anno, dedicata al tema “L’immensità dell’immenso”, ha trasformato il solstizio d’estate in un momento di riflessione condivisa sul significato profondo dell’esistenza, richiamando visitatori provenienti da tutta la Sicilia e da diverse regioni italiane. Un vero e proprio fiume umano ha raggiunto la Piramide 38° Parallelo, opera monumentale dell’artista Mauro Staccioli e simbolo internazionale di Fiumara d’Arte, il museo a cielo aperto che da oltre quarant’anni rappresenta uno dei più significativi esempi di dialogo tra arte contemporanea, paesaggio e comunità. Donne, uomini, giovani, famiglie, artisti e operatori culturali hanno condiviso un’esperienza che è andata ben oltre la dimensione dell’evento artistico, assumendo il valore di un percorso spirituale e identitario. All’interno e all’esterno della Piramide si sono susseguite performance artistiche, interventi musicali e momenti di raccoglimento che hanno contribuito a creare un’atmosfera di intensa partecipazione. In un’epoca caratterizzata dalla rapidità dei cambiamenti sociali e tecnologici e dalla progressiva perdita di riferimenti culturali e valoriali, la manifestazione ha ribadito la necessità di educare i giovani alla bellezza, alla cura delle relazioni, ai sentimenti e alla consapevolezza del patrimonio culturale e paesaggistico che li circonda. Per Antonio Presti, infatti, ritrovare “l’immenso nell’immensità” significa recuperare quella dimensione umana e spirituale che consente di riconoscere il valore della propria identità e del proprio territorio, facendo della cultura uno strumento concreto di crescita individuale e collettiva.

«Abbiamo il dovere di restituire ai giovani una visione – ha dichiarato Presti –. Educare alla bellezza significa educare alla responsabilità, al rispetto dei luoghi e alla consapevolezza del proprio valore umano. L’immensità non è lontana da noi: vive nella capacità di riconoscere il senso profondo dell’esistenza e di custodire il patrimonio materiale e immateriale dei nostri territori».
Il fondatore di Fiumara d’Arte ha inoltre auspicato, insieme al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, l’avvio di un percorso legislativo volto alla tutela del patrimonio culturale materiale e immateriale dell’Isola, da Fiumara d’Arte a Librino fino all’Etna. Presti ha infine rivolto un ringraziamento agli artisti coinvolti nell’edizione 2026 e al direttore artistico Renato Militello per il lavoro svolto. Con il Rito della Luce 2026, Fiumara d’Arte rinnova così la propria missione culturale: trasformare la bellezza in strumento di educazione, consapevolezza e sviluppo, offrendo alle nuove generazioni una prospettiva capace di coniugare identità, memoria e futuro.
