Il sindaco di Oliveri Francesco Iarrera
Una bicicletta, una cassetta sul portapacchi e la volontà di non voltarsi mai dall’altra parte. Così, ogni mattina, Francesco Iarrera percorre le strade di Oliveri, piccolo comune siciliano di duemila abitanti, raccogliendo cartacce e bottiglie abbandonate. Non un volontario qualunque, ma il sindaco del paese.
Lo faceva da ragazzo, ha continuato anche dopo l’elezione: «Non mi sono mai sentito più in alto degli altri, solo più responsabile» racconta. E mentre molti amministratori si limitano a ordinanze e bandi, lui indossa i guanti, imbraccia il decespugliatore d’estate, prende patentini per guidare escavatori e pale meccaniche. «I soldi sono pochi, ma l’amore per il paese no» ripete.

Un esempio che ha innescato una rivoluzione silenziosa. Un giorno, davanti al municipio, si presentano in centinaia: cittadini, operai, artigiani, professionisti. Con pennelli, zappe e sorrisi. Tutti insieme per rimettere in ordine Oliveri: marciapiedi sistemati, muri ridipinti, giardini puliti. Due vicini che non si parlavano da anni tornano a farlo piantando un fiore. I bambini raccolgono rifiuti in spiaggia come fosse un gioco.
In pochi mesi, il paese cambia volto. E nel 2023 arriva anche un riconoscimento: una menzione speciale all’Urban Award per la mobilità sostenibile. Ma per Iarrera il premio più grande resta un altro: «Un paese unito, pulito, vivo. Un paese che non aspetta il cambiamento, lo costruisce».
Una storia che sembra uscita da un romanzo, ma che racconta la forza dell’esempio: «Colui che è in grado di ispirare non ordina, indica la strada». Con una bici, due mani e un cuore grande.
