La lettera inviata dalla piccola Iside al sindaco di Palermo
C’è un’età in cui il mondo non è fatto di protocolli, appalti o vincoli della Soprintendenza. È l’età in cui, se l’acqua di un laghetto è scura e le tartarughe non trovano spazio per il sole, si capisce semplicemente che «qualcosa non va». E si decide di dirlo a chi ha il potere di cambiare le cose. Protagonista di questa lezione di educazione civica è Iside, una bambina palermitana che ha trasformato la sua delusione per lo stato del Parco Mattarella — per tutti ancora il Giardino Inglese — in una lettera scritta a stampatello, con grafia incerta ma determinazione cristallina. Tutto nasce da una passeggiata tra i viali progettati a metà Ottocento da Giovan Battista Filippo Basile. Davanti ai tre laghetti storici, dove generazioni di palermitani sono diventati adulti, Iside ha notato il declino. Non ha chiesto nuove giostre o scivoli colorati. Ha chiesto dignità per il parco e per i suoi abitanti silenziosi, scrivendo una lettera al Sindaco La Galla.
“Caro Sindaco, vorrei acqua pulita nelle fontane dei Giardini Inglesi. Per favore vorrei più postazioni per le tartarughe perché non possono prendere il sole”.
Nessun post polemico sui social, nessuna petizione online. Solo carta, penna e un destinatario preciso: il Comune di Palermo. “Una sera è tornata a casa e ci ha chiesto di chi fosse il parco – ci racconta il padre Salvatore. «Quando le abbiamo spiegato che il responsabile è il sindaco, ha lasciato a bocca aperta me e mia moglie”.

La lettera non è finita in un faldone polveroso. È arrivata sulla scrivania di Roberto Lagalla. Il primo cittadino ha scelto di rispondere di suo pugno, su carta intestata, spiegando con trasparenza le difficoltà gestionali ma dando una parola d’onore alla piccola cittadina. Il Sindaco ha evidenziato come il problema sia spesso causato dall’inciviltà: le tartarughe, abbandonate dai privati nelle vasche, alterano l’ecosistema e rendono complessa la manutenzione. Tuttavia, la promessa è stata messa nero su bianco: «Abbiamo attivato il servizio di pulizia ed entro la primavera l’acqua dei laghetti sarà pulita».
Oggi, quel polmone verde attende di tornare al suo splendore originale. Se succederà, il merito sarà anche di una bambina che non ha accettato che il grigio della burocrazia spegnesse i riflessi dell’acqua.
