230 anni della Società di San Giovanni Battista: una mostra, un restauro e le tradizioni che uniscono Firenze
Firenze torna a celebrare il suo Santo Patrono, San Giovanni Battista, con un ricco calendario di appuntamenti che accompagneranno la città verso il 24 giugno. Il programma culminerà con il tradizionale spettacolo dei “Fochi” d’artificio, che da tempo immemorabile rappresenta uno dei momenti più sentiti e partecipati delle celebrazioni. Le iniziative sono promosse e organizzate dalla Società di San Giovanni Battista, con il sostegno del Comune di Firenze e della Fondazione CR Firenze, oltre alla collaborazione di numerose realtà cittadine, tra cui il Conservatorio Luigi Cherubini, che contribuirà ai festeggiamenti con momenti musicali. Quest’anno le celebrazioni assumono un significato particolare perché coincidono con il 230° anniversario della fondazione della Società di San Giovanni Battista, istituita nel 1797 per volontà del Granduca Ferdinando III di Lorena. In un’epoca segnata dai profondi cambiamenti seguiti alla Rivoluzione francese, Ferdinando III comprese l’importanza di preservare quelle tradizioni capaci di rappresentare il vero collante della comunità fiorentina. Tra queste, la festa del patrono occupava un posto centrale. Da oltre due secoli la Società custodisce e valorizza questo patrimonio culturale e identitario, contribuendo a mantenere viva una tradizione che ancora oggi continua a creare senso di appartenenza e comunità. Tra gli eventi più significativi dell’anniversario figura la mostra dedicata ai 230 anni della Società di San Giovanni Battista, allestita dal 15 al 31 agosto negli spazi del Museo de’ Medici e del complesso di Santa Maria degli Angeli, recentemente restituiti alla fruizione pubblica dopo un lungo periodo di chiusura.

L’esposizione raccoglie documenti, testimonianze storiche e materiali in gran parte provenienti dall’archivio della Società. Il progetto è stato curato da Filippo Giovannelli, vicepresidente della Società di San Giovanni Battista e direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, da sempre impegnato nella valorizzazione delle tradizioni cittadine. Grazie a un accurato lavoro di ricerca e selezione, è stato possibile individuare alcuni tra i documenti più significativi della storia dell’istituzione, offrendo ai visitatori un percorso che racconta oltre due secoli di attività e di presenza nella vita della città. Un contributo importante è arrivato anche dall’archivista della Società, impegnato parallelamente presso l’Accademia dei Georgofili, che sta seguendo il progetto di catalogazione e digitalizzazione del patrimonio documentale. L’obiettivo è rendere progressivamente accessibili online documenti e testimonianze, affinché possano essere consultati e studiati da cittadini, studiosi e appassionati. Fondamentale è stato inoltre il lavoro di Claudio Mariani Manes, che nel corso degli anni ha recuperato documenti e materiali di notevole interesse storico legati alla Società di San Giovanni Battista. Ad accogliere i visitatori all’ingresso della mostra è la storica statua di San Giovanni Battista, collocata nella chiesa del complesso monastico secondo un’intuizione di Filippo Giovannelli che conferisce all’opera il ruolo simbolico di introduzione all’intero percorso espositivo.
L’opera presentava un grave danneggiamento nella parte posteriore del braccio destro, dove mancava una porzione di circa trenta centimetri. L’intervento, eseguito dalla restauratrice Barbara Bersellini ha previsto la ricostruzione dell’armatura interna e della struttura del braccio, restituendo integrità e stabilità a un’opera di grande valore simbolico per la città. La mostra rappresenta così non soltanto un’occasione per celebrare una ricorrenza importante, ma anche un progetto di tutela e valorizzazione della memoria collettiva. Come è stato ricordato nel corso della presentazione, la festa di San Giovanni non è soltanto una celebrazione religiosa, ma un evento che attraversa la storia stessa della città. Dalla festa degli Omaggi e Offerta dei Ceri ai fuochi d’artificio sull’Arno, passando per le spettacolari invenzioni scenografiche di Bernardo Buontalenti per la corte medicea, Firenze ha sempre saputo trasformare la festa del patrono in un grande momento collettivo di partecipazione e meraviglia. Il pubblico potrà riscoprire le radici di una tradizione che continua ancora oggi a rappresentare uno dei simboli più autentici dell’identità cittadina.
